"Elefanti" ph: Riccardo Boccardi ©

ph: Riccardo Boccardi ©

LA FOTOGRAFIA

Cosa scrivere riguardo la fotografia?
Cadere nel banale cercando di rispondere a questa domanda è veramente troppo facile. E’ stato già detto tutto, e molto bene. Voglio evitare di formulare concetti sentiti e risentiti troppe volte, perciò, riporto qui sotto alcune tra le citazioni più celebri di grandi personaggi, uno in particolare (a me particolarmente caro) Tiziano Terzani.

Per quanto mi riguarda …  mi piace fotografare, punto.

TIZIANO TERZANI:

(tratto dal libro fotografico “CINA  DOPO MAO” ) foto di Liu Heung Shing

I fotografi m’hanno sempre fatto rabbia. I bravi anche tanta invidia. Cominciò in Vietnam. Si andava al fronte insieme, poi, una volta tornati a Saigon, loro passavano qualche minuto nella camera oscura; io, invece, delle ore davanti alla macchina da scrivere. Per loro il lavoro era finito, il mio cominciava: cercare le parole, scegliere gli aggettivi, ricostruire impressioni e paure di una giornata, per tentar di dire quel che loro avevano , spesso, detto prima e meglio. La foto del poliziotto che spara alla testa del vietcong catturato, quella della bambina nuda che scappa da un villaggio bombardato al napalm, hanno raccontato – e continuano a raccontare – l’orrore della guerra con più forza e più immediatezza di tutte le pagine scritte da noi giornalisti.

* Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare. (Brassaï)

* Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare. (Nadar)

* A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento? (Eugene Smith)

* Attrezzatura e tecnica sono solo l’inizio. È il fotografo che conta più di tutto. (John Hedgecoe)

* Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia. (Helmut Newton)

* La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d’arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione. (John Hedgecoe)

* La fotografia è un’azione immediata; il disegno una meditazione. (Henri Cartier-Bresson)

* La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha. (Neil Leifer)

* Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento. (Henri Cartier-Bresson)

* Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo da come la usa. (Ernst Haas)

* Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà. (Henri Cartier-Bresson)

* Ogni dio crea a sua immagine e somiglianza, e altrettanto fanno i pittori. Soltanto i fotografi confezionano doppioni della natura. (Guillaume Apollinaire)

* Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi. (Richard Avedon)

ANSEL ADAMS:

“Spesso ho pensato che se la fotografia fosse “difficile” nel vero senso della parola – nel senso cioé che la creazione di una semplice fotografia richiedesse lo stesso tempo e la stessa fatica di un buon acquerello o di una buona incisione – il salto qualitativo della produzione media sarebbe enorme. L’assoluta facilità con cui possiamo produrre una immagine banale porta spesso ad una totale mancanza di creatività. Dobbiamo tener presente che una fotografia può contenere soltanto quello che ci abbiamo messo dentro, e che nessuno ha mai saputo sfruttare appieno le possibilità di questo mezzo d’espressione”.

EDWARD WESTON:

“Il compito più importante e anche più difficile del fotografo non è imparare a maneggiare l’apparecchio o a sviluppare o a stampare. E’ imparare a vedere fotograficamente, cioé addestrarsi a guardare il soggetto tenendo conto delle possibilità della sua attrezzatura e dei relativi procedimenti tecnici, in modo da poter istantaneamente tradurre gli elementi ed i valori della scena, nell’immagine che si propone di realizzare”.

 

AARON SISKIND: 

“Noi vediamo, come si dice, secondo l’educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere che il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad “aspettarci” di vedere. E, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti. Guardate gli oggetti di fronte, da sinistra, da destra. Osservate come le loro dimensioni crescano mentre vi avvicinate, come essi si compongano e ricompongano quando vi spostate lateralmente. Gradualmente appaiono i rapporti tra gli oggetti, che talvolta si fissano in modo definitivo. E’ questa la vostra fotografia”. 

W. EUGENE SMITH: 

“Fino al momento dello scatto compreso, il fotografo lavora indubbiamente in modo soggettivo. Con la scelta della tecnica di ripresa, con la scelta degli elementi del soggetto da includere nell’immagine e con la decisione del momento critico dello scatto, egli riesce a fondere tutte le varianti interpretative in un tutto emotivo”.

BERENICE ABBOTT: 

“Una fotografia è, o dovrebbe essere, un documento significativo, un’affermazione decisa che può essere descritta con una sola parola: selettività. Per definire il termine selezione si può dire che questa deve concentrarsi su un soggetto che vi colpisce fortemente e stimola la vostra immaginazione al punto che non potete fare a meno di fotografarlo. Una foto, se non è dettata da questa irresistibile spinta, è sprecata. Ogni fotografo ha motivazioni e punti di vista diversi e da ciò deriva la grande differenza fra un metodo e un altro. La scelta di un contenuto valido è il risultato di una felice fusione di un occhio bene addestrato e di una buona immaginazione nel comporre gli elementi”.

HENRI CARTIER-BRESSON: 

“Per me la fotografia consiste nel riconoscimento immediato, in una frazione di secondo, del significato di un evento e di una precisa organizzazione di forme che danno all’evento la sua migliore espressione. Credo che, per il fatto di vivere, la scoperta di noi stessi avvenga contemporaneamente alla scoperta del mondo intorno a noi, che può modellarci, ma può essere anche da noi influenzato. Fra questi due mondi, quello che è dentro di noi e quello che ci circonda, bisogna stabilire un equilibrio. In conseguenza di un processo di costante interazione, i due mondi si fondono in uno solo. Ed è questo mondo che dobbiamo riuscire ad esprimere.

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